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19 January 2018

“Il 2015 è stato l’anno dei negoziati e delle decisioni, il 2016 deve essere l’anno dell’applicazione e dell’azione”, ha dichiarato il presidente della COP21 Laurent Fabius in un’intervista al quotidiano Le Monde l’11 gennaio.

A un mese dall’adozione dell’Accordo di Parigi, avvenuta il 12 dicembre da parte di 195 Paesi, la Presidenza francese sta lavorando con l’intera comunità internazionale e in collaborazione con il Marocco, che detiene la presidenza della COP22, per trasformare i principi enunciati a Parigi in azioni concrete. La presidenza di una COP non si ferma una volta passato il martelletto, ma dura un anno, fino all’apertura della COP successiva.

Il programma per il 2016 prevede quattro grandi eventi:

la cerimonia di firma dell’Accordo il 22 aprile presso la sede delle Nazioni Unite a New York. I Paesi avranno poi un anno di tempo per ratificare l’accordo. Il trattato prevede la sua entrata in vigore 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 Stati che rappresentino almeno il 55% del volume totale delle emissioni di gas serra.

Il 2 maggio l’UNFCCC pubblicherà un nuovo rapporto di sintesi sugli NDC. Questo rapporto terrà conto dei 187 contributi pubblicati (più quelli inviati entro il 4 aprile). Il rapporto precedente (30 ottobre) si basava su 146 contributi.

la sessione negoziale a Bonn (Germania), sede dell’UNFCCC, dal 16 al 26 maggio, che sarà la prima sessione dall’adozione dell’accordo, con la prima riunione del “Comitato ad hoc per l’Accordo di Parigi” (APA) responsabile della preparazione delle decisioni sull’attuazione dell’Accordo di Parigi.

la nomina da parte dei Presidenti della COP21 e della COP22 di due campioni (il primo in carica fino alla COP22, il secondo fino alla COP23) responsabili del monitoraggio delle iniziative degli attori non governativi.

La Presidenza francese intende inoltre accelerare l’azione prima del 2020, continuando a mobilitare gli attori non governativi che sono già fortemente coinvolti attraverso l’LPAA e il Paris Pledge.

I principali eventi internazionali del 2016:

– 16-17 gennaio: Assemblea generale dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), un’organizzazione intergovernativa con 139 stati membri la cui missione è promuovere le energie rinnovabili, ad Abu Dhabi.

– 18 gennaio: World Future Energy Forum e seconda riunione del Comitato direttivo dell’International Solar Alliance ad Abu Dhabi.

– 20 gennaio: discorso di Laurent Fabius al Parlamento europeo di Strasburgo, su invito del Presidente Martin Schulz, seguito da un dibattito in plenaria sul seguito della COP21.

– 20-23 gennaio: World Economic Forum di Davos. – Fine gennaio: pubblicazione dell’impronta di carbonio della COP21. EcoAct ha effettuato la valutazione durante le tre fasi: montaggio, funzionamento e smontaggio presso il sito di Parigi-Le Bourget. – inizio febbraio: invito a presentare progetti per compensare le emissioni di carbonio durante la COP21.

– 25-26 febbraio: dialogo dei negoziatori organizzato da Brasile e Giappone a Tokyo.

– 4 aprile: termine ultimo per i Paesi che non l’hanno ancora fatto per presentare o rivedere il proprio contributo nazionale (NDC).

– 15-17 aprile: riunioni del FMI e della Banca Mondiale.

– 22 aprile: cerimonia di firma dell’Accordo di Parigi a New York.

– 2 maggio: pubblicazione da parte dell’UNFCCC di un nuovo rapporto di sintesi sugli NDC.

– 5-6 maggio: Vertice sull’azione per il clima organizzato dalle Nazioni Unite a Washington.

– 16-26 maggio: sessione di negoziazione a Bonn (Germania).

– 26-27 maggio: vertice del G7 a Shima (Giappone). –1-2 giugno: Ministeriale sull’energia pulita (San Francisco).

– 4-5 settembre: vertice del G20 a Hangzou (Cina).

– 7-9 ottobre: riunioni annuali del FMI e della Banca Mondiale.

– 7-18 novembre: COP22 a Marrakech (Marocco).

– 12 dicembre: primo anniversario dell’Accordo di Parigi.

Il 2018 sarà un’altra tappa importante. L’accordo prevede un primoincontroper fare il punto sui contributi nazionali. Questo incontro ci permetterà di valutare la necessità di aumentare le nostre ambizioni alla luce degli sviluppi della situazione. I Paesi potranno aumentare i loro impegni anche prima dell’entrata in vigore dell’accordo nel 2020.